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Riempimenti nel Ponente, il Comune dice no: «Niente nuovo suolo senza necessità dimostrata»

Il vicesindaco Alessandro Terrile chiarisce la posizione dell’Amministrazione sul nuovo Piano regolatore portuale: espansioni limitate e, per Pra’, cautela a tutela dei quartieri e della spiaggia di Voltri

Il Comune di Genova non ritiene che lo sviluppo del porto debba passare automaticamente da nuovi riempimenti nel Ponente. L’Amministrazione è contraria a consumare altro suolo portuale se non viene dimostrato che gli interventi siano indispensabili per sostenere i traffici e il lavoro. Lo ha dichiarato in Consiglio comunale il vicesindaco Alessandro Terrile, rispondendo all’interrogazione di Claudio Chiarotti, del Partito Democratico, sulle ipotesi di nuove espansioni portuali attribuite al presidente della Regione Marco Bucci.

L’interrogazione chiedeva quale fosse la posizione ufficiale del Comune, anche alla luce dell’incontro del 18 settembre con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, dedicato alla preparazione del nuovo Piano regolatore portuale. Terrile ha precisato che la Regione non ha competenza per predisporre il piano: spetta all’Autorità portuale elaborare la proposta, mentre Regione e Comune saranno chiamati a esprimere il proprio parere.

Il confronto del 18 settembre, al quale hanno partecipato la sindaca e i presidenti dei Municipi interessati, non resterà un passaggio isolato. Secondo il vicesindaco, la redazione, l’adozione e l’approvazione del piano richiederanno mesi e il dialogo con l’Autorità proseguirà durante l’iter. Il Comune si è impegnato a tenere aggiornato anche il Consiglio comunale.

Sul contenuto delle ipotesi presentate, Terrile ha riferito che si prospettano interventi circoscritti: in particolare, nell’area delle riparazioni navali e per correggere l’andamento delle linee portuali nel bacino di Sampierdarena. L’orientamento illustrato, ha aggiunto, non comporterebbe l’estensione delle funzioni portuali a terreni che oggi ne sono privi.

La parte più delicata del confronto riguarda il bacino di Pra’. Il Comune ha chiesto prudenza nel valutare eventuali modifiche all’assetto attuale, considerando l’impatto sui quartieri che si affacciano sul porto e la balneabilità della spiaggia di Voltri. Terrile ha riferito che, sulla base delle ipotesi mostrate dall’Autorità portuale, la raccomandazione sarebbe stata sostanzialmente recepita. Il confronto, però, è ancora aperto e le scelte definitive dipenderanno dalla definizione del piano.

La posizione dell’Amministrazione, ha ribadito il vicesindaco, è che eventuali nuovi riempimenti debbano essere giustificati da dati concreti sui traffici registrati e da previsioni attendibili sul loro sviluppo. Il Comune non considera sufficiente il richiamo generico alla crescita portuale: occorre dimostrare che l’espansione sia necessaria e che i benefici per traffici e occupazione siano compatibili con la vivibilità delle aree urbane.

Il riferimento è soprattutto al Ponente genovese, dove la presenza portuale ha già inciso profondamente sul territorio. Per questo, nel nuovo Piano regolatore, la valutazione delle esigenze operative dello scalo dovrà essere accompagnata da un esame delle conseguenze sui quartieri, sugli spazi costieri e sull’accesso al mare. Il messaggio politico del Comune è netto: nessun nuovo consumo di suolo senza una necessità documentata.


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